Pavia, spray al peperoncino in palestra: 48 malori

(di Stefano Zanette per Il Giorno) – Erano le 10, ieri mattina. Finita la lezione di “motoria”, gli studenti di 4 classi prime dell’Itis Cardano si sono diretti dalla palestra agli spogliatoi. L’aria in particolare dello spogliatoio maschile era satura di sostanza urticante, con tutta probabilità spruzzata con uno spray al peperoncino. Con l’apertura delle porte si è diffusa nel corridoio antistante e negli attigui spogliatoi femminili.

Una maxi-emergenza per l’Areu, che ha dovuto inviare sul posto praticamente tutti i mezzi disponibili. Inizialmente i ragazzi coinvolti erano 48, otto in codice giallo e quaranta in verde, tutti con sintomi di intossicazione, non solo bruciore ad occhi e gola, ma anche mal di testa e nausea. Per 15 non è stato poi necessario il trasportato in ospedale, è stato sufficiente il trattamento sul posto. In 33 sono invece finiti al Pronto soccorso, 26 al San Matteo di Pavia (di cui 3 in codice giallo, ma non gravi) e 7 all’ospedale di Voghera. Risolta per fortuna senza gravi conseguenze l’emergenza sanitaria, resta la preoccupazione per il grave rischio corso da così tanti studenti, tutti minorenni, tra i 14 e i 16 anni. La direzione scolastica ha immediatamente avviato un’indagine interna sull’accaduto, controllando anche negli zaini dei ragazzi, in cerca delle bombolette, che non sono però state trovate. Sul posto è intervenuta la polizia, che ha avviato accertamenti per individuare il responsabile o i responsabili. La squadra Mobile sta innanzitutto cercando di chiarire chi poteva avere accesso agli spogliatoi in quella fascia oraria. Devono essere ascoltati come persone informate sui fatti sia personale della scuola che studenti. Ovviamente tra la dirigenza scolastica e la polizia c’è la massima collaborazione, per arrivare a quello che è l’obiettivo comune.

«Non penso proprio che possa essere stato qualcuno delle nostre classi che eravamo in palestra: per andare negli spogliatoi bisogna chiedere il permesso al prof e passare davanti alla bidella». Stefano, 14 anni, è uno dei pochi che non ha avuto bisogno di essere soccorso. Fuori dal cancello dell’Itis Cardano, con gli altri studenti, ovviamente non si parla d’altro. «Questo fatto non ammette omertà – ci tengono a comunicare i rappresentanti d’istituto della “listanbul.cardano” – chiunque sappia qualcosa non può tacere perché non è stata una semplice ‘bravata’, ma un atto criminale contro tutti noi studenti». Un appello lanciato «perché non è possibile – scrivono sempre i rappresentanti degli studenti – che la nostra scuola finisca sempre nella cronaca nera. Siamo stufi di essere messi in cattiva luce per le azioni dei singoli, impegniamoci tutti per far capire che il Cardano è una scuola di eccellenza e non di delinquenti».